Parliamo Italiano Video Text

 

1: Visitare (Roma)

 La scena:Torino, alla casa editrice Marco Polo. Marco—l’editore—è al lavoro. Piero bussa alla porta.

 

EDITORE: Avanti!

PIERO: Buongiorno, Marco.

EDITORE: Ciao, Piero. Come va?

PIERO: Bene, e tu?

EDITORE: Non c’è male. Conosci Gabriella?

PIERO: Ah, forse sì...

GABRIELLA: Lei è il signor Corsetti, vero?

PIERO: Sì, sono io. Salve!

GABRIELLA: Piacere, Gabriella Borelli.

EDITORE: Bene. Dopo le presentazioni è ora di lavorare. Il vostro compito è questo: una guida d’Italia nuovissima, bellissima e molto originale... E ora devo proprio scappare! Buon lavoro!

GABRIELLA: Arrivederci!

PIERO: Ciao!

 

L’editoreesce. Piero e Gabriella sono da soli. Sul tavolo c’è una carta geograficadell’Italia.

 

GABRIELLA: Ecco. Iniziamo da Napoli, poi visitiamo Bologna e prendiamo la direzione di Firenze attraversando l’interno... qui... in Umbria. Poi roseguiamo per Genova... Poi Venezia, Milano, Sicilia, Sardegna e Roma. Le va bene?

PIERO: Beh... Mi sembra poco pratico...

GABRIELLA: Come, prego?

PIERO: Invece...

 

Piero si dirige verso un’altra cartina d’Italia.

 

PIERO: Noi siamo qui, a Torino. Però partiamo da Roma, poi Firenze, Bologna e poi verso il nord. Allora, partiamo domani per Roma.

GABRIELLA: Per Roma? Domani? Ma è sabato!

PIERO: Lunedì, allora. Ci vediamo alla stazione alle otto, va bene?

GABRIELLA: Andiamo in treno?

PIERO: Perché no?

GABRIELLA: Perché siamo al nord a Torino, e Roma è al centro d’Italia. Passiamo tutto ilgiorno in treno! Andiamo in aereo.

PIERO: Va bene. Aereo. Ma a una condizione.

GABRIELLA: Quale?

PIERO: Diamoci del tu. Io mi chiamo Piero.

GABRIELLA: Ma... d’accordo... Piero!

PIERO: Va bene, Gabriella. A domani. Ciao!

GABRIELLA: Ciao!

 

La scena: Roma. Piero e Gabriella passeggiano vicino al Colosseo.

 

GABRIELLA: Roma... città eterna... Roma la capitale... Roma caput mundi...siamo qui e tu leggi il giornale!

PIERO: Sono stanco, sono ore che giriamo a piedi, fa caldo. E poi, tutti questi turisti. Facciamo una pausa!

GABRIELLA: Sì, hai ragione. Facciamo una pausa. Andiamo lì.

 

Poco dopo.

 

GABRIELLA: Piero, hai sete?

PIERO: Sì, e tu?

GABRIELLA: Anch’io. Vado a prendere due aranciate. Aspettami.

PIERO: Va bene.

 

Gabriella va verso un chiosco di bibite.

 

GABRIELLA: Buongiorno.

UOMO DEL CHIOSCO: Buongiorno.

GABRIELLA: Due aranciate, per favore.

UOMO DEL CHIOSCO: Subito. Gli è piaciuto il Colosseo, signori?

GABRIELLA: Molto. E due bicchieri di plastica.

UOMO DEL CHIOSCO: Ecco a Lei.

GABRIELLA: Grazie.

UOMO DEL CHIOSCO: Prego. Sei mila lire. Arrivederla.

GABRIELLA: Buongiorno.

 

Gabriella torna alla panchina.

 

GABRIELLA: Ecco l’aranciata.

PIERO: Grazie. Vuoi vedere le foto di oggi?

GABRIELLA: Piero, sei davvero un bravo fotografo!

 

 

2: Studiare (Bologna)

La scena: Piero e Gabriella sono a Bologna.

 

PIERO: Mezzogiorno. L’ora ideale per visitare Bologna.

GABRIELLA: Sono solo le undici e un quarto. E prima di pranzo andiamo all’università.

PIERO: Ma scherzi? Il tuo orologio è fermo... è mezzogiorno e dieci!

GABRIELLA: Davvero? Che strano!

 

Poco dopo Piero e Gabriella sono nel cortile dell’università.

 

GABRIELLA: Eh, scusate. Che ore sono?

STUDENTE 1: È mezzogiorno in punto.

PIERO: Grazie.

GABRIELLA: C’è una libreria aperta qui vicino?

STUDENTE 1: Sì, in fondo alla strada c’è una libreria che fa orario continuato.

GABRIELLA: Meno male... Senza una guida della città siamo persi.

STUDENTE 2: Turisti?

GABRIELLA: Beh... in un certo senso... Scriviamo una guida turistica sull’Italia... un po’diversa dal solito.

PIERO: Siete di Bologna voi? Conoscete una trattoria dove mangiare bene?

GABRIELLA: Piero! (a studente 1) Siete studenti all’università, vero?

STUDENTE 1: Sì. Io sono iscritto a Giurisprudenza e mi chiamo Luca. Lei è Francesca. Studia con me Giurisprudenza. Angelo studia Scienze Politiche. Per sapere qualcosa di Bologna, chiedete a Francesca: lei è bolognese, io invece sono di Pescara.

STUDENTE 2: Sì, la vera bolognese sono io! So tutto di Bologna!

PIERO: È una città bellissima e poi ci sono le lasagne, i tortellini, il ragù, il parmigiano... Certo che qui a Bologna mangiate anche molto bene!

STUDENTE 2: Sicuro! Se ti piace la cucina emiliana, andate da Mirella. È qui vicino.

GABRIELLA: Grazie! Prima andiamo in libreria. Grazie di tutto, ragazzi.

STUDENTI 1 e 2: Ciao!

PIERO: Ciao!

 

Poco dopo, mentregirano per la città, Piero all’improvviso si ferma davanti alla vetrina di una gastronomia.

 

GABRIELLA: Ma sei ossessionato! Dai, Piero! Andiamo!

 

Più tardi, in una piazza della città.

 

PIERO: Ah, Bologna, con la sua università, i portici, le librerie, gli studenti... Che bell’aria intellettuale!

GABRIELLA: Sai che sei simpatico, quando vuoi.

PIERO: Davvero? Grazie! Anche tu, a volte sei simpatica... A volte...

 

 

3: Abitare (Sicilia)

La scena: Torino, casadi Gabriella.

 

VOCE ZIA: Pronto!

GABRIELLA: Pronto, zia Amalia? Ciao, sono Gabriella.

VOCE ZIA: O cara, sei tu. Come stai?

GABRIELLA: Benone. E tu? E lo zio? Come state?

VOCE ZIA: Benissimo. Ora lo zio è al lavoro. Torna alle sette. Quando vieni atrovarci?

GABRIELLA: Sai, zia, arriviamo giovedì a Palermo. Veniamo in aereo. Ma vengo per lavoro.

VOCE ZIA: Giovedì? Benissimo! Andiamo insieme al matrimonio di tua cugina!

GABRIELLA: No, mi dispiace, non posso venire al matrimonio di Giulia.

VOCE ZIA: Come?

GABRIELLA: Perché io e Piero dobbiamo lavorare.

VOCE ZIA: E questo Piero chi è, il tuo fidanzato?

GABRIELLA: No, cosa dici, zia? Piero è solo un collega di lavoro... Dove si sposa Giulia,a Taormina?

VOCE ZIA: Sì, al duomo. Ma non puoi rimanere fino a domenica?

GABRIELLA: Eh, mi piacerebbe tanto! Senti, zia, che tempo fa in Sicilia ora?

VOCE ZIA: Fa bello! C’è sempre il sole. Fa caldissimo! E lì da voi, che tempo fa?

GABRIELLA: Mah... fa caldo anche qui in città...

VOCE ZIA: Eh sì, lo credo!

 

(Si sente squillare ilcampanello di casa di Gabriella.)

 

GABRIELLA: Eh, senti, zia, devo andare! Un bacione a te e allo zio! Ciao!

VOCE ZIA: Ciao, cara. Telefona quando arrivi a Palermo, eh?

GABRIELLA: Sicuro!

VOCE ZIA: Hai capito?

GABRIELLA: Ciao, zia. Saluta tutti quanti. Ciao!

VOCE ZIA: Sì, sì. Ciao!

 

Gabriella va alcitofono.

 

GABRIELLA: Chi è? Piero? Sali!

PIERO: Permesso? Ciao!

GABRIELLA: Ciao.

PIERO: Allora, hai i libri sulla Sicilia?

GABRIELLA: Sì. Puoi prendere questi... Ma discutiamo domani. Ora devo uscire. Scendiamo insieme?

PIERO: Va bene.

 

Escono.

 

PIERO: Hai delle commissioni da fare?

GABRIELLA: Sì, vado a comprare dei francobolli in tabaccheria, poi alla posta.

PIERO: Ah, anch’io devo andare in tabaccheria, ho finito le mie sigarette.

GABRIELLA: Io non fumo.

PIERO: Ho notato.

GABRIELLA: Ho sentito al telefono zia Amalia poco fa...

PIERO: Ah, quella tua zia di Palermo?

GABRIELLA: Lo sai che fa caldo in Sicilia? Peccato, dobbiamo lavorare tanto e stiamo solodue giorni.

PIERO: È vero... Che peccato! Però un bel bagno in mare lo facciamo. Io porto il costume.

GABRIELLA: Piero, tu pensi sempre di essere in vacanza, invece dobbiamo lavorare.

PIERO: Lavorare, certo. La nostra guida turistica. Grazie, capo. Però anche qui fabello... Io mi fermo in quel bar a guardare i libri... C’è un tavolo libero...ti posso offrire un caffè?

GABRIELLA: No, grazie. Devo ancora fare la spesa... ho degli amici stasera a cena e non honiente in frigo... Ciao, Piero, a domani.

PIERO: Ciao!

 

 

4: Comprare (Umbria)

La scena: Un mercato all’aperto.

 

GABRIELLA: Che bella frutta! Quanto vengono le pesche al chilo?

VENDITORE: Queste pesche sono speciali. Vengono 3400 al chilo. Se me ne prende due chili, 6500.

GABRIELLA: Va bene. Me ne dia due chili, per favore.

 

Il venditore pesa le pesche sulla bilancia. Gabriella paga.

 

VENDITORE: Grazie.

GABRIELLA: Arrivederci.

VENDITORE: ArrivederLa. Buongiorno.

PIERO: Gabriella, ma che ne facciamo di due chili di pesche? Mangiamo solo frutta oggi? Io ho fame!

GABRIELLA: Beh, se hai appetito, possiamo fare dei panini... Compriamo anche del formaggio da quell’uomo laggiù, che ne dici?

PIERO: Va bene, prendiamo anche del prosciutto e del salame... ma per il pane, come facciamo?

GABRIELLA: Vado io a cercare una panetteria. Tu intanto fermati al banco dei formaggi. Ci ritroviamo fra cinque minuti.

 

Piero si dirige verso il banco dei formaggi e salumi.

 

PIERO: Buongiorno.

VENDITORE: Buongiorno a Lei. Mi dica.

PIERO: Vorrei del formaggio.

VENDITORE: Sì, cosa Le posso dare?

PIERO: Non so...

VENDITORE: Abbiamo dell’ottima caciotta, oppure della mozzarella.

PIERO: Mi dia la caciotta... un etto e mezzo. Può tagliarla a fettine?

VENDITORE: Certo. Desidera altro?

PIERO: Sì, del prosciutto cotto... un etto, e anche un etto di salame crudo, sempre tagliato a fette.

VENDITORE: Pronti. Vuole anche delle olive? Ho delle olive al forno che non ne trova così buone in tutta la regione... se le mangia col pecorino, poi...

PIERO: Sì...

 

Poco dopo Piero e Gabriella stanno mangiando i panini.

 

PIERO: Piove, eh?

GABRIELLA: Pensi di finire tutto?

PIERO: Beh, non so. Perché?

GABRIELLA: Hai comprato quattro tipi di formaggio, affettati misti, olive... poi... fai vedere cos’hai ancora nel sacchetto?... Carciofini sott’olio, insalata russa... ed eri senza soldi, eh?

PIERO: Lo so, ho un po’ esagerato... ma sai come sono fatto... mi lascio convincere... però i soldi li ho davvero finiti, fino all’ultima lira.

GABRIELLA: C’è un Bancomat poco lontano, puoi prelevare i soldi con la tessera. Io intanto passo in farmacia.

PIERO: Va bene, andiamoci subito.

GABRIELLA: Eh, no! Devi finire quello che hai comprato, e poi c’è la crostata e non dimenticarti le pesche.

PIERO: Oh, no... le pesche...

GABRIELLA: Credo che ti servirà un digestivo... te lo compro io in farmacia... gratis, questa volta!

 

Interno della farmacia.

 

GABRIELLA: Buongiorno.

FARMACISTA: Buongiorno.

GABRIELLA: Una scatola di aspirina e un digestivo, per piacere.

FARMACISTA: Aspirina normale o effervescente?

GABRIELLA: Normale, grazie. Ha un digestivo da prendere senz’acqua?

FARMACISTA: Sì. Questo prodotto è in compresse masticabili.

GABRIELLA: Va bene.

FARMACISTA: Le serve altro?

GABRIELLA: No, basta così. Quanto Le devo?

FARMACISTA: 11.200. Grazie.

GABRIELLA: Buongiorno.

FARMACISTA: Buongiorno.

 

Fuori dalla farmacia Gabriella vede Piero in lontananza.

 

GABRIELLA: Piero!

 

5: Mangiare (Liguria)

La scena: Una terrazza con vista panoramica sul mare. Gabriella e Piero sono al tavolo di un ristorante.

 

GABRIELLA: Che splendido panorama! Chissà come si chiama quel paese laggiù, lungo la costa?

PIERO: Ah, ma io lo conosco—è Portofino. Come, non lo conosci? Una celebre località di villeggiatura, tipicamente ligure. Un piccolo paesino molto suggestivo e molto famoso come Portovenere, San Fruttuoso...

GABRIELLA: Come mai sai così tanto della Liguria?

PIERO: Ci venivo ogni estate con la mia famiglia quando ero bambino.

CAMERIERE: Buongiorno.

PIERO E GABRIELLA: Buongiorno!

CAMERIERE: Ditemi.

GABRIELLA: Io non ho ancora deciso. E tu?

PIERO: Io prendo le trofie al pesto: è un piatto tipico. Te lo consiglio.

GABRIELLA: Va bene, se lo dici tu.

CAMERIERE: Bene, allora, trofie per due. E per secondo, consiglierei un’orata al forno con le olive nere.

GABRIELLA: Sì, mi piace moltissimo l’orata.

PIERO: Allora, orata al forno per due. E poi vorremmo del buon vino bianco.

CAMERIERE: Benissimo. Vi porterò un Pigato che è leggero e fresco.

PIERO: Ottima scelta. Grazie.

CAMERIERE: Prego.

 

Il cameriere si allontana.

 

GABRIELLA: Devo ammettere che sei davvero un buongustaio.

PIERO: Beh, è vero... Mi piace molto stare a tavola. Però apprezzare la cucina locale è anche un modo per capire di più le abitudini della gente e le caratteristiche geografiche e storiche di ogni regione.

GABRIELLA: Sembra un discorso serio...

 

Il cameriere si avvicina al tavolo e serve il vino.

 

CAMERIERE: Va bene?

PIERO: Ottimo!

GABRIELLA: Tu mi sorprendi. Che cos’altro sai della cucina ligure?

PIERO: Una cosa molto importante. Hai visto quanti ulivi ci sono? Il clima di questa regione è ideale per la coltivazione dell’ulivo, e l’olio ligure è uno dei più saporiti e pregiati d’Italia.

GABRIELLA: Ed è uno degli ingredienti base del pesto.

PIERO: Proprio così.

GABRIELLA: Ma tu, sai preparare il pesto?

PIERO: È facilissimo! La mia è una ricetta di famiglia.

GABRIELLA: E non me lo dici!

PIERO: Solo se insisti.

GABRIELLA: Va bene, dimmelo, ti prego!

PIERO: Si comincia con il basilico fresco, si prende un po’ di aglio, del parmigiano, non dimenticare l’olio d’oliva, ligure, e pinoli pestati. Da lì il nome “pesto.”

GABRIELLA: Allora sei proprio bravo in cucina!

PIERO: Si capisce!

 

Il cameriere torna portando i primi piatti.

 

CAMERIERE: Ecco le trofie.

PIERO: Grazie.

GABRIELLA: Mmm, grazie. Con il pesto, fatto dalla ricetta segreta.

PIERO: Buon appetito, Gabriella.

GABRIELLA: Altrettanto.

 

Più tardi Piero e Gabriella passeggiano lungo il mare.

 

GABRIELLA: Oggi ho davvero mangiato benissimo, e poi quel vino bianco era così buono. Qual è la

prossima tappa, Piero?

PIERO: Ti piacerà moltissimo. Andiamo a Sanremo!

 

6: Rilassarsi (Venezia)

La scena: Gabriella e Piero sono in Campo S. Maria Formosa a Venezia.

 

PIERO: Come faceva caldo stamattina... C’era un’afa insopportabile! Abbiamo lavorato tanto, sai? Anzi, tantissimo!

GABRIELLA: Sei già stanco?

PIERO: Niente affatto! È solo che devo cambiare il rullino della macchina fotografica.

GABRIELLA: Ho capito. Non ce la fai più, eh?

PIERO: Chi, io? Stai scherzando, piccola.

GABRIELLA: D’accordo. Fermiamoci in quel bar laggiù, va bene?

PIERO: Fin laggiù dobbiamo andare?

 

Poco dopo Gabriella e Piero sono seduti al tavolino del bar.

 

CAMERIERE: Buongiorno.

PIERO: Buongiorno!

CAMERIERE: Succo di frutta...

GABRIELLA: È per me.

CAMERIERE: Prego... e tè freddo...

PIERO: Grazie.

CAMERIERE: Prego. Buongiorno.

PIERO E GABRIELLA: Buongiorno.

PIERO: Ah, adesso che ci stiamo riposando, mi sento già meglio.

GABRIELLA: Mi fa piacere. Perché non abbiamo finito il nostro giro di Venezia, sai? Dobbiamo ancora lavorare—e molto.

PIERO: Come non abbiamo finito? Ma se è da stamattina che giriamo. Fammi vedere l’itinerario.

GABRIELLA: Adesso non posso, sto scrivendo. Però se ci sbrighiamo, forse finiremo tra... diciamo... tre ore.

PIERO: Tre ore? Ma io sono già morto!

GABRIELLA: E va bene, eroe delle guide turistiche, scherzavo. Abbiamo finito. FINITO! Sei contento?

PIERO: Non fare mai più scherzi del genere. Altre tre ore... Certo che sei un bel tipo, tu.

 

Un ponticello su un canale.

 

PIERO: Chissà che cosa farai durante questo weekend. Avrai sicuramente programmato qualche cosa

di bello. Che ne so? Andrai in montagna, dai tuoi amici a Cortina, o andrai al Lido a giocare al casinò.

GABRIELLA: Non ci ho ancora pensato. E tu, cosa farai? Cosa hai deciso? Tornerai a casa in treno questa sera?

PIERO: Sono talmente stravolto che non mi muoverò più da questo magnifico posto. Forse farò un giro in gondola, col gondoliere che canterà le sue canzoni d’amore. Poi cercherò un bel ristorantino e dopo cena, al calar del sole, farò una passeggiatina in qualche angolo romantico di Venezia, ad ammirare le luci della laguna...

GABRIELLA: Che programma romantico! Hai in mente qualcuno da invitare?

PIERO: Beh, forse sì...

GABRIELLA: Piero! Non mi dire... Non starai mica pensando a me?

PIERO: Certo, non sei la donna dei miei sogni, ma se non hai nulla in programma, puoi fermarti anche tu.

GABRIELLA: Sono senza parole!

PIERO: Lo so, sono un grande Latin lover. Allora, la risposta è sì?

 

 

7: Vestirsi (Milano)

La scena: Piero e Gabriella sono nel centro di Milano.

PIERO Ma sei sicura? È il tuo tipo di negozio? Va be’ che siamo a Milano, capitale della moda, ma...

GABRIELLA Non ti preoccupare, non mi proverò tutti i vestiti del negozio. Ma ho una festa importante questo weekend e vorrei qualcosa di nuovo, di sorprendente, di osé.

PIERO Come sarebbe? Vuoi entrare? Non vorrai mica comprare uno di quei vestiti?

GABRIELLA Non ho detto comprare, ma ho visto un abito da sera. Voglio misurarlo.

PIERO Quale abito da sera? Quello? Ma non è affatto il tuo genere.

GABRIELLA Perché? Qual è il mio genere? Senti, adesso io entro, scelgo qualcosa e se mi piace la compro. Anche se non sei d’accordo. Tu intanto vai a fare un giro, eh?

PIERO Ma figurati se mi perdo il divertimento. Vengo con te.

Interno del negozio. Gabriella indossa un abito da sera.

COMMESSA Le sta benissimo! La taglia è perfetta.

GABRIELLA Sì, il modello mi piace. C’è in altri colori?

COMMESSA Vado a vedere.

GABRIELLA Allora, dimmi, come sto?

PIERO Be’, ti sta bene. Certo è molto particolare. Ti vedo di più con l’altro, quello di prima. E lo metti con quelle scarpe?

GABRIELLA Non fare lo scemo. Le scarpe vanno abbinate all’abito.

PIERO Devo dire: hai fatto una bella trasformazione... Ma non è un po’ troppo scollato?

GABRIELLA Però è alta moda, e voglio fare una grande figura a quella festa.

PIERO Farai un figurone.

Gabriella si avvicina ad una fila di abiti esposti, ne sceglie uno e va a specchiarsi.

GABRIELLA E con questo come starei?

COMMESSA Ecco, c’è anche in lungo. Ah, ma sta guardando l’abito bianco. È una meraviglia, lo provi! È il modello di punta della collezione estate.

GABRIELLA No, non credo che mi stia bene... Mi piace di più questo, magari con una sciarpa di seta per coprire la scollatura.

COMMESSA Vuole coprire la scollatura? Ma è un peccato! Nasconderebbe la bellezza del vestito. È sicura di volere una sciarpa?

GABRIELLA Sì, sono sicura, grazie.

COMMESSA Va bene.

GABRIELLA (a Piero) Vattene!

PIERO Vado a vedere gli accessori nel reparto uomo. Forse trovo una cravatta che mi piace, così mi compro anche un souvenir di Milano.

GABRIELLA Sì, va, va! (alla commessa) Allora, prendo il vestito e questa sciarpa.

COMMESSA Va bene.

Escono dal negozio, Gabriella con dei grossi pacchi.

GABRIELLA Sono proprio soddisfatta dei miei acquisti. Farò un figurone alla festa. E tu? Hai comprato la cravatta?

PIERO No. Ma sai quanto costava una cravatta? 180 mila lire! Pazzesco!

GABRIELLA Ma dai, Piero, una pazzia si può fare ogni tanto, no?

PIERO Sì, ma una cravatta a 180.000 lire!

GABRIELLA Allora, cos’hai nel pacchetto?

PIERO Quale pacchetto?

GABRIELLA Dai, quello che hai in mano.

PIERO Ah, questo. Niente. Una cosa per te.

GABRIELLA Per me? Un regalo per me? Orecchini! Sono bellissimi!

PIERO Spero che ti piacciano!

GABRIELLA Sì sì, me li metterò per la festa!

PIERO È solo un souvenir... Di Milano.

 

8: Lavorare (Torino)

La scena: È mattina. Piero e Gabriella sono al banco di un bar storico del centro di Torino. Squilla un telefonino.

PIERO E poi dicono che a Torino si lavori meno che a Milano! Ma ascolta! Quel tipo sta già parlando di affari per telefono e sono soltanto le otto del mattino! Non so proprio come faccia! Per fortuna noi non abbiamo orari fissi. Per me è importante non avere orari fissi. Non so come farei altrimenti!

GABRIELLA Già! Meno male che la prossima settimana andiamo in Sardegna per le nostre ricerche. Non ne posso più di Torino! Milano è così vivace e piena di novità...

PIERO Sì, e di traffico, e tutto costa di più! No, no, preferisco mille volte una città come Torino. Credo che sia più vivibile.

GABRIELLA Ma scherzi! Io sono proprio di Torino e scommetto che...

PIERO Tu, torinese? E parli così? Allora, è per questo che hai scelto questa carriera. Per poter viaggiare, scappare!

GABRIELLA Ma no, non hai capito niente, non è così...

PIERO Senti, Gabriella, parlando del lavoro... Quando si parte per la Sardegna? Speriamo che non ci sia sciopero degli aerei, altrimenti non so proprio come faremo. Non vorrei dover prendere il traghetto.

GABRIELLA Hai ragione. Andiamo.

Escono dal bar. Sulla porta Gabriella nota un ragazzo che la pare di conoscere.

GABRIELLA Ehi, ma tu sei Flavio!

FLAVIO Gabriella, Gabriella Borelli. Che piacere rivederti!

GABRIELLA Ma che fine hai fatto? Mi sembri un altro! Sei elegantissimo!

FLAVIO Già, ora lavoro alla Fiat, e così, addio vita d’artista. Tu, invece, non sei cambiata affatto. Che fai? Ti sei sposata? Hai bambini?

GABRIELLA No, non sono sposata, per carità! Sto lavorando ad un progetto di guida turistica che...

FLAVIO Scusa, devo scappare! Sono in ritardo e oggi ho molto lavoro. Mi ha fatto piacere rivederti. Telefonami, Gabriella, eh? Ciao!

GABRIELLA Ciao! Ma guarda!

PIERO Un tuo amico? Un simpaticone!

GABRIELLA Credo che Flavio abbia scelto male la vita di manager. Eravamo compagni di classe al liceo, e lui, pensa, scriveva poesie!

PIERO Non ci posso credere.

GABRIELLA Vederlo così, da giovane manager... È impressionante... Ma insomma, è possibile che siano tutti così noiosi, tutti così uguali, banali...

PIERO Su, Gabriella, non te la prendere. La gente cambia, e poi non è detto che lui sia felice.

GABRIELLA Hai ragione, Piero, grazie. Penso che tu sia un vero amico.

PIERO Certo! E per dimostrartelo, ti porto a fare un giro in centro anche se piove. Così tu mi racconti la storia della tua vita.

GABRIELLA La storia della mia vita? Ma scherzi! Sei insopportabile!

 

9: Viaggiare (Sardegna)

La scena: Gabriella e Piero stanno per partire per la Sardegna. Sono alla biglietteria dell’aeroporto.

PIERO Buongiorno.

STEWARD Buongiorno.

PIERO Due biglietti per Cagliari, andata e ritorno.

STEWARD Avete la prenotazione?

PIERO Abbiamo prenotato?

GABRIELLA Sì, sul volo delle 15.00 a nome Borelli e Corsetti.

STEWARD Ah, sì. Ecco due posti. Pagate in contanti o con carta di credito?

GABRIELLA Posso pagare col Bancomat?

STEWARD Sì, certamente.

Gabriella dà la carta allo steward, che esegue la procedura di pagamento.

STEWARD Digiti il codice... Questa è la sua carta.

GABRIELLA Grazie.

STEWARD Ecco i biglietti e la ricevuta. Potete andare all’accettazione, grazie.

PIERO E GABRIELLA Buongiorno. Grazie.

Gabriella e Piero si avviano verso l’accettazione. Gabriella porge i biglietti alla hostess del check-in.

HOSTESS Avete bagaglio?

GABRIELLA No, solo bagaglio a mano.

HOSTESS Bene. Posto finestrino o corridoio?

GABRIELLA E PIERO Corridoio.

PIERO Va bene, prendo io il posto finestrino. Così siamo seduti vicini, cara.

GABRIELLA Sarà un vero piacere!

HOSTESS Ecco le vostre carte d’imbarco. Uscita numero 6 e buon viaggio.

PIERO E GABRIELLA Grazie e buongiorno.

Sardegna. Piero e Gabriella sono in albergo.

PIERO Che posto fantastico! Se avessi saputo, avrei fatto le vacanze in Sardegna l’anno scorso. Hai visto quella barca? Se avessi i soldi, me ne comprerei una uguale! Così farei il bagno nei posti dove non c’è gente, in una spiaggetta, da solo... È davvero un peccato dovere stare qui e lavorare.

GABRIELLA A dire il vero, non mi sembra che tu oggi abbia lavorato molto.

PIERO Scherzi? Ho scattato quattro rullini di foto!

GABRIELLA Sì, a quelle turiste francesi. Eri ridicolo, sembravi un paparazzo... Poi con quelle barche a vela!

PIERO Pensa, come sarebbe bello poter girare l’isola in barca a vela! Ti cambia la vita. Viaggi, stai in mare tutto il giorno, di fronte a te l’orizzonte infinito del mare e del cielo. Quanto vorrei prendere un po’ di tempo libero alla fine di questo progetto, e tornare qui, a vivere quel che stiamo solo descrivendo!

GABRIELLA Sai quel che vorrei io? Vorrei che tu parlassi un po’ di meno e lavorassi un po’ di più! Ora vado in camera a fare una doccia. Ci vediamo più tardi per la cena. Ciao, sognatore!

PIERO Ciao!

 

10: Uscire (Napoli)

La scena: Gabriella e Piero sono a Napoli. Gabriella sta consultando del materiale turistico.

PIERO Allora, cosa hai trovato?

GABRIELLA Aspetta, sto ancora leggendo.

PIERO Io ho un programma grandioso per la serata. C’è un concerto di musica napoletana, in piazza stasera. Che ne dici?

GABRIELLA Credevo che ti piacesse solo la discoteca o la musica leggera.

PIERO Io adoro la discoteca, ma siamo a Napoli: un po’ di musica folcloristica ci vuole. Allora, ti va l’idea?

GABRIELLA Veramente stavo guardando il programma del San Carlo.

PIERO Cos’è? Un cinema?

GABRIELLA Non ci posso credere. Non conosci il teatro San Carlo, il tempio della lirica?

PIERO Ah, ho capito! Melodramma, grasse cantanti che strillano per delle ore. Vorresti portarmi là?

GABRIELLA Piero, sei così ignorante che temo non ci possa essere più nessuna speranza per te.

Comunque i biglietti per il San Carlo sono difficilissimi da trovare, bisogna prenotarli con settimane di anticipo.

PIERO Non così tanto, basta prenotare la sera prima.

GABRIELLA E tu come lo sai?

PIERO Ci sono stato ieri.

GABRIELLA Tu? Sei stato al San Carlo? E non mi hai detto niente...

PIERO Solo alla biglietteria. Mi hanno dato questi due tagliandi. Sono prenotazioni, bisogna ritirare i biglietti due ore prima dello spettacolo.

GABRIELLA Fantastico! Hai davvero due prenotazioni per il Rigoletto?

PIERO Rigoletto? E io pensavo che dessero Indiana Jones...

GABRIELLA Andiamo! (Poco dopo.) Mi hai di nuovo presa in giro! Tu sapevi tutto del San Carlo e dello spettacolo di stasera... E scommetto che conosci anche l’opera.

PIERO Beh, ho qualche compact disc a casa. E non solo di Pino Daniele.

GABRIELLA Piero, continui a sorprendermi! Scusami, ti ho trattato come un ignorante... Sono proprio felice di vedere lo spettacolo stasera. Non so come ringraziarti.

PIERO Mi offrirai una pizza dopo il teatro. Una vera pizza napoletana.

GABRIELLA Va bene!

Alla biglietteria del Teatro San Carlo.

PIERO E GABRIELLA Buongiorno.

CASSIERE Buongiorno.

PIERO Abbiamo due prenotazioni.

CASSIERE Per quale spettacolo?

PIERO Quello di stasera.

CASSIERE Mi fa vedere, per favore, la ricevuta? Ecco qua i biglietti.

PIERO Grazie.

CASSIERE Prego.

GABRIELLA Posso vedere i posti?

CASSIERE Certamente! È qua, al 25. Questa posizione qua. Questa è l’orchestra.

GABRIELLA Non ci sono più centrali?

CASSIERE No! Più centrali?! Il teatro è tutto esaurito. Anzi, lei è stata fortunata!

PIERO E GABRIELLA Arrivederci!

 

11: Leggere (Firenze)

La scena: A Firenze. Piero è davanti ad un’edicola.

PIERO Buongiorno!

GIORNALAIO Buongiorno.

PIERO Vorrei La Stampa, Amica, il Vernacoliere, la Gazzetta dello Sport, e Autosprint. E questo. Quanto devo?

GIORNALAIO 18 mila... Ecco.

PIERO Grazie.

GIORNALAIO Grazie a Lei.

Piero torna con le riviste vicino a Gabriella.

PIERO La Stampa...

GABRIELLA Grazie.

PIERO ... e Amica.

GABRIELLA Bene. Sport e motori. Lo sapevo.

PIERO Ci sei cascata! Questa poesia l’ha scritta un mio amico.

GABRIELLA Ma va! Conosci davvero un poeta?

PIERO Diversi poeti. E anch’io ho scritto delle poesie. Cosa credi? Secondo te, questo mio talento per la scrittura nasce dal nulla? Mi credi capace solo di scrivere per il turismo?

GABRIELLA Scusami, Piero. Non sapevo di questo tuo interesse per la letteratura...

PIERO E per l’opera lirica.

GABRIELLA In effetti, ero molto sorpresa... Ma mi sono molto divertita al Teatro San Carlo. E qui a Firenze, hai degli amici?

PIERO Certo! E stasera ti propongo qualcosa di diverso... Una lettura di poesia!

GABRIELLA Davvero? Dove?

PIERO Al Caffè Giubbe Rosse... è famosissimo per la sua storia... è da anni un punto di incontro per artisti, poeti, scrittori, e molti di loro sono miei amici. Adesso andiamo. Dobbiamo riprendere a lavorare.

GABRIELLA Va bene.

Poco dopo.

GABRIELLA Guarda. La Divina Commedia. Mi ricorda gli anni del liceo. Sai quanto era faticoso studiare Dante!

PIERO Davvero? A me piaceva moltissimo. Dante, Petrarca, Boccaccio, “le tre corone della letteratura italiana,” ti ricordi?

GABRIELLA Ricordo solo qualche verso. “Chiare, fresche e dolci acque, ove le belle membra...” Ma non ricordo chi le scrisse!

PIERO Petrarca! Scrisse delle splendide poesie d’amore, e furono proprio Dante, Boccaccio e Petrarca a fondare la lingua italiana e la poetica.

GABRIELLA Beh, so che nacquero tutti e tre in Toscana e che scrissero le loro opere in dialetto toscano.

PIERO Certo! E fu così che il dialetto toscano diventò l’italiano che parliamo oggi. Ma questo accadde nel Duecento e Trecento, molti secoli prima dell’unità d’Italia.

GABRIELLA Piero, sai tantissime cose!

PIERO Eh, sì, devo ammettere: della letteratura so davvero tutto!

Più tardi Piero e Gabriella siedono ad un tavolino alle Giubbe Rosse. Assieme a loro c’è un amico di Piero.

GABRIELLA Che bello ieri sera! Hanno recitato proprio bene!

AMICO Sono contento che vi sia piaciuto. C’è un altro incontro di poesia, martedì sera. Leggerò qualche verso anche io. Ci verrete?

GABRIELLA No, purtroppo. Partiamo domani.

AMICO Che peccato! Beh, se torni a Firenze chiamami, Gabriella. Mi farebbe piacere invitarti ad una di queste serate. Ti lascio il mio numero di telefono.

GABRIELLA Davvero? Grazie, Francesco, sei molto gentile.

AMICO 48.54.10.

PIERO Gabriella! Andiamo. È tardi.

Esterno del Caffè Giubbe Rosse.

PIERO “Francesco, sei gentile, Francesco, sei adorabile...” Sì, sì, ho capito... C’è qualcosa fra voi due.

GABRIELLA Ma che dici? È solo molto simpatico, molto più di te.

PIERO È l’ultima volta che ti presento un mio amico. Mi hai fatto sentire un idiota, in mezzo a voi due che vi scambiavate sguardi e numeri di telefono.

GABRIELLA Perché, sei geloso?

PIERO Io? Figurati! Meno male che abbiamo finito il lavoro. Firenze è l’ultima città.

GABRIELLA Sì. Una città bellissima.

 

12: Sognare (Torino)

La scena: Nuovamente nella redazione della casa editrice a Torino.

PIERO Allora, possiamo fare il 26 o il 27.

EDITORE Sì, vediamo. (Entra Gabriella.) Ah, Gabriella. Ti stavamo aspettando. Ciao.

GABRIELLA Ciao! Ciao, Piero!

PIERO Ciao!

EDITORE Complimenti. Avete fatto un bellissimo lavoro. Il libro sta vendendo bene e le recensioni sono positive. Mi congratulo con voi. Bene, Gabriella, spero di rivederti presto. Ah, Piero, senti, prima di andare via puoi passare dal mio ufficio?

PIERO Sì, certo, Marco.

EDITORE Allora, a dopo.

PIERO A dopo.

L’editore esce.

GABRIELLA Allora, Marco ti vuol vedere... A me non ha detto niente.

PIERO Sì, probabilmente vuole discutere il nuovo progetto.

GABRIELLA Il nuovo progetto?

PIERO Mmm, per il momento acqua in bocca! Mi ha proposto un nuovo lavoro, una nuova guida turistica. Ma bisogna viaggiare sul serio... All’estero.

GABRIELLA Davvero? Una guida nuova? Una guida internazionale?

PIERO L’Europa, precisamente. Francia, Germania, Belgio, Gran Bretagna... Un lavoro molto impegnativo. Anche se non ho ancora firmato il contratto. Però, la partenza sarebbe tra due settimane.

GABRIELLA Come? Ti propone di viaggiare in Europa e tu sei indeciso? Lavoreresti da solo questa volta?

PIERO In effetti, anche per questo devo verificare. Marco crede che sarebbe opportuno trovare un aiuto, un collaboratore. Anche se da solo io lavoro decisamente meglio.

GABRIELLA Questo è evidente! Allora, Piero, io me ne vado.

PIERO Comunque, io sono della stessa idea di Marco. Non posso partire solo, in effetti avrei davvero bisogno di aiuto, di un collaboratore. E c’è una sola persona al mondo più in gamba di me a fare questo lavoro.

GABRIELLA Tua madre, immagino...

PIERO Gabriella, mi rendo conto che ti può sembrare strano, però non posso pensare di fare un solo viaggio senza di te. Ti prego, Gabriella, accetta questo lavoro e parti con me per l’Europa.

GABRIELLA Piero, non ti posso pensare da solo per l’Europa senza qualcuno che ti tenga d’occhio. Accetto volentieri!